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martedì 16 gennaio 2018

Forio D'Ischia,Mobilità In-Sostenibile. Più zone pedonali e più pulizia. Nelle grandi città italiane l’auto privata batte il trasporto pubblico, sempre più indietro e poco efficiente Tra tagli, ritardi, mezzi pubblici vecchi e lenti, guasti e disservizi, l’offerta del servizio pubblico è ferma al palo e intanto a farne le spese sono l’ambiente e i cittadini di ischia maglia nera, continuando così ci vorranno 80 anni per recuperare il gap di linee dalle altre città europee, mentre continuano i tagli al servizio pubblico il diritto alla mobilità è una questione nazionale che riguarda milioni di cittadini Urgente spostare le politiche nazionali verso i comuni e gli investimenti infrastrutturali per nuovi, bus replicando anche quelle buone pratiche attive sul territorio”. Politiche da adottare, perché il diritto alla mobilità è una questione nazionale che riguarda milioni di cittadini oltre che essere un tema ambientale, di dignità e di diritto allo spostamento. Per questo ha analizzato le criticità e le ragioni della crisi che sta vivendo il trasporto pubblico e lanciato oggi una serie di proposte che mettono al centro la domanda di mobilità del trasporto pubblico e privato, su ferro e su gomma, ciclabile e pedonale, ma anche le frontiere dello sharing e della micromobilità elettrica per avere città più competitive, sostenibili, moderne e soprattutto al passo delle città europee. «I comuni sanno che va incentivato il trasporto pubblico locale e la mobilità ciclopedonale, ma non hanno risorse, perché sono state tagliate. Non possono aumentare le tasse e vista la crisi c' è una maggiore domanda di spesa sociale, non sanno proprio dove recuperare gli investimenti per la mobilità sostenibile.sarebbe opportuni un tavolo di confronto per parlare di mobilità proprio in un momento in cui l' emergenza smog è maggiore ». «Sì, ma non possiamo chiedere agli utenti di attendere un bus per 50 minuti e non serve avere autobus nuovi se poi coprono tratti ridotti. È incredibile che la somma di tutte le linee metropolitane d' Italia sia inferiore a quella di singole capitali europee, come Madrid, per esempio. Spetta alle regioni fare i piani per la qualità dell' aria e finanziarli, così come contribuire a creare reti per la mobilità sostenibile in prossimità dei capoluoghi».«Sono indispensabili le restrizioni al traffico attraverso aree pedonali, le zone a traffico limitato e i sistemi di tariffazione della sosta in modo che in centro non si vada più con l' auto privata. Però insieme vanno migliorati trasporto pubblico e infrastrutture per la mobilità ciclistica ».
Giovanni Iacono  .

Forio D'Ischia,Mobilità In-Sostenibile.

mercoledì 29 novembre 2017

 

Riecco l’incubo Geotermia, dopo il “vade retro” spunta il ricorso al Tar.

La Geotermia, al netto di ogni altra considerazione, è un qualcosa che non convince e che soprattutto non serve alla nostra isola, senza se e senza ma.
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TERREMOTO ISCHIA. L’OMBRA DELLA GEOTERMIA SPECULATIVA DIETRO GLI “ERRORI” DELL’INGV? 

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https://sosgeotermia.noblogs.org/2017/08/30/terremoto-ischia-lombra-della-geotermia-speculativa-dietro-gli-errori-dellingv/

lunedì 10 aprile 2017

La periferia e il risultato di cattiva gestione dei fondi sul territorio .

La periferia e il risultato di cattiva gestione dei fondi sul territorio .
Una mia opinione degli ultimi 20 anni sulle periferie ,penso che la cattiva gestione dei governanti in italia abbia generato il degrado e uno status sociale basso ,generando luoghi in cui ce una assenza di stato e governo portando civiltà ad vivere ai margini ,come assenza di strutture ,assenza di occupazione ,e criminalità .
E un circuito auto innescato , certi livelli sociali provenienti dai governanti ,che fanno scelte affaristiche non curandosi di cosa stanno generando , creando danni sia ai centri evoluti per quello che anno creato in periferia ,e per quel problema strutturale delle periferie ,e un danno economico nazionale . penso che il futuro debba ripartire dalle periferie per garantire un equo stato sociale del territorio ,ed evitare di creare certe realtà ,e pensare in un ottica di gestire fondi che vadano spalmati equamente sul territorio e migliorare la totale civiltà territoriale nazionale Italiana.