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mercoledì 15 aprile 2026

Italia sotto attacco: la cybersicurezza come nuova sovranità nazionale


L’Italia sta vivendo una trasformazione silenziosa ma radicale. Non si tratta solo di digitalizzazione, ma di un passaggio storico: il nostro Paese è ormai completamente interconnesso, esposto e dipendente da infrastrutture digitali che, in molti casi, non sono state progettate per resistere alle minacce moderne.


Nel frattempo, gli attacchi informatici non sono più episodi isolati. Sono continui, evoluti, spesso invisibili. E soprattutto, sono sempre più automatizzati.


La vera domanda oggi non è se siamo vulnerabili.


La domanda è: quanto tempo abbiamo prima che questa vulnerabilità diventi sistemica?


Un sistema costruito senza difesa


Gran parte delle infrastrutture italiane pubbliche e private  si basa su sistemi legacy, integrazioni fragili e dispositivi connessi progettati senza criteri di sicurezza adeguati.


Per anni, la priorità è stata la funzionalità.


La sicurezza è arrivata dopo. In alcuni casi, non è mai arrivata.


Questo ha generato una superficie d’attacco enorme: reti non segmentate sistemi non aggiornati dispositivi IoT vulnerabili supply chain difficili da controllare


In un contesto simile, basta una singola vulnerabilità per compromettere interi ecosistemi.


L’effetto acceleratore dell’intelligenza artificiale


L’intelligenza artificiale sta cambiando tutto.


Non solo dal lato difensivo, ma soprattutto offensivo: attacchi automatizzati su larga scala phishing indistinguibile dalla comunicazione reale malware in grado di adattarsi in tempo reale


Questo significa una cosa sola: la velocità dell’attacco ha superato la capacità umana di risposta.


Di conseguenza, anche la difesa deve evolversi. Non può più essere reattiva. Deve diventare predittiva, automatizzata e continua.


Il punto critico: la frammentazione


L’Italia non soffre per mancanza di competenze.


Soffre per mancanza di coordinamento.


Oggi la gestione della cybersicurezza è distribuita tra: enti pubblici amministrazioni locali operatori privati infrastrutture critiche


Con livelli di maturità completamente diversi.


Questo crea un paradosso: anche se alcune strutture sono altamente protette, l’intero sistema resta vulnerabile a causa dei punti più deboli.


Serve un cambio di paradigma


Continuare con interventi parziali non è più sufficiente.


Serve una strategia nazionale fondata su tre principi chiave:


1. Centralizzazione operativa La sicurezza deve essere coordinata, monitorata e gestita in modo unitario, con poteri reali e capacità di intervento immediato.


2. Obbligatorietà delle misure La cybersicurezza non può essere lasciata alla discrezionalità dei singoli enti.


Servono standard minimi vincolanti e controlli continui.


3. Difesa adattiva Il modello tradizionale è superato.


Serve un sistema in grado di apprendere, adattarsi e reagire in tempo reale.


Le fondamenta della nuova difesa digitale


Per costruire un’infrastruttura resiliente, è necessario intervenire su più livelli.


Sicurezza by design


Ogni tecnologia deve nascere sicura, non essere “messa in sicurezza” dopo.


Architettura Zero Trust


Nessun accesso deve essere considerato sicuro a priori.


Ogni utente e ogni dispositivo devono essere verificati continuamente.


Modernizzazione delle infrastrutture


I sistemi legacy rappresentano oggi il principale punto di ingresso per gli attacchi.


Difesa basata su intelligenza artificiale


Monitoraggio continuo, analisi comportamentale e risposta automatica devono diventare lo standard.


Controllo della supply chain


La sicurezza non si ferma ai confini dell’organizzazione.


Coinvolge l’intera filiera tecnologica.


Il fattore umano: la vulnerabilità più grande


Nonostante l’evoluzione tecnologica, il punto più debole resta l’uomo.


Errori, disattenzioni e mancanza di formazione continuano a rappresentare il principale vettore di attacco.


Per questo motivo, la cybersicurezza deve diventare: competenza diffusa cultura organizzativa responsabilità condivisa


Il tempo come variabile critica


A differenza del passato, oggi il tempo è un fattore determinante.


Le minacce evolvono rapidamente.


Le vulnerabilità si moltiplicano.


Le infrastrutture diventano sempre più complesse.


Ritardare significa esporsi.


Conclusione


La cybersicurezza non è più un ambito tecnico.


È una questione strategica, economica e nazionale.


Chi controlla la sicurezza digitale, controlla la stabilità del Paese.


L’Italia ha le competenze, le risorse e le capacità per affrontare questa sfida.

Quello che serve è una decisione chiara: passare da un approccio reattivo a un sistema di difesa strutturato, continuo e integrato.


Perché nel nuovo scenario globale, la sicurezza digitale non è un’opzione.


È la base stessa della sovranità.

Giovanni Iacono

martedì 20 giugno 2023

La correlazione tra libertà e cultura.

 #libertà #pensierolibero


Questa immagine descrive molto bene la correlazione tra libertà e cultura. Infatti, lo studio e la formazione sono strumenti fondamentali per acquisire la conoscenza necessaria per essere liberi e autonomi nelle scelte della vita. Inoltre, il libro rappresenta anche la difesa del valore della conoscenza e dell'educazione contro ogni forma di censura o limitazione della libertà di pensiero. Questa figura rappresenta un messaggio importante per ricordarci che la libertà non deve essere mai data per scontata e che dobbiamo sempre difenderla e promuoverla tramite lo studio e la cultura.

La libertà di pensiero.

 La libertà di pensiero è considerata un pilastro dell'ordine democratico .


La libertà di pensiero è una componente essenziale della libertà di espressione, garantita da molte costituzioni nazionali e da documenti internazionali sui diritti umani.
Nel contesto della giurisprudenza costituzionale, la definizione di libertà di pensiero come "pietra angolare dell'ordine democratico" sottolinea l'importanza di tale libertà per il funzionamento di una società democratica. La libertà di pensiero implica il diritto di formare, esprimere e diffondere liberamente le proprie opinioni, senza timore di persecuzione o censura da parte del governo o di altri attori potenzialmente limitanti.
La protezione della libertà di pensiero è cruciale per garantire un dibattito aperto e pluralistico, consentendo a tutte le persone di esplorare idee diverse, criticare il potere costituito, promuovere il progresso sociale e culturale e far decadere al processo democratico. La libera circolazione delle idee e delle opinioni contribuisce alla formazione di una società informata e consapevole, fondamentale per il benessere e lo sviluppo di un paese in ogni suo aspetto.
Tuttavia, è importante sottolineare che la libertà di pensiero non è assoluta e può essere soggetta a limitazioni legittime quando entra in conflitto con altri diritti fondamentali o interessi pubblici riconosciuti, come la protezione della sicurezza nazionale, la tutela della reputazione altrui o la prevenzione dell' incitamento all'odio.
In sintesi, la libertà di pensiero è considerata un pilastro dell'ordine democratico in quanto favorisce la diversità di opinioni, il confronto pacifico delle idee e il progresso sociale. La sua tutela è fondamentale per garantire la vitalità e la prosperità di una società democratica.

lunedì 19 giugno 2023

 L'analfabetismo non sarà più definito dalla mancanza di capacità di lettura e scrittura, ma dalla difficoltà di sradicare le molte bugie in cui si è stati condizionati a credere e di cercare la conoscenza che è stata nascosta e che si è stati condizionati a rifiutare.

L'affermazione pone l'attenzione su un tipo di ignoranza che va oltre la mancanza di alfabetizzazione tradizionale. Sottende che nel contesto attuale, caratterizzato da un'enorme quantità di informazioni accessibili e da una crescente disinformazione, la vera sfida non è solo l'acquisizione di conoscenze, ma anche la capacità di discernere tra verità e menzogna.
Secondo l'affermazione, gli individui saranno considerati analfabeti se non riescono a "disimparare" le bugie in cui sono stati condizionati a credere. Questo richiede un'apertura mentale e la volontà di mettere in discussione le proprie convinzioni, anche se sono state radicate per lungo tempo. Inoltre, l'affermazione suggerisce che queste persone saranno considerate analfabete anche se non cercano la conoscenza nascosta che è stata loro negata, evidenziando l'importanza di andare oltre ciò che viene presentato come verità e approfondendo la ricerca per scoprire la realtà.
In sostanza, l'affermazione mette l'accento sull'importanza dell'alfabetizzazione critica nel 21° secolo, ovvero la capacità di valutare in modo critico le informazioni, smascherare le menzogne ​​e cercare la verità.
Giovanni Iacono

martedì 6 giugno 2023

 #guerra Come arma la diplomazia.

L'uso della forza militare spesso porta a conseguenze devastanti, causando perdite umane e distruggendo le comunità coinvolte.
Le negoziazioni offrono un'opportunità per le parti in conflitto di esprimere le proprie preoccupazioni e di ascoltare le ragioni dell'altra parte. Attraverso un dialogo aperto e pacifico, si può cercare di comprendere le posizioni e gli interessi reciproci e lavorare insieme per trovare una soluzione che soddisfi entrambe le parti.
La risoluzione dei conflitti attraverso soluzioni non violente promuove la giustizia, in quanto si basa sulla parità di trattamento e sulla considerazione dei diritti umani di tutte le persone coinvolte. Questo approccio aiuta a preservare la dignità e l'identità di ciascuna parte, creando un ambiente in cui le differenze possono essere affrontate e rispettate.
Inoltre, la diplomazia e la costruzione delle relazioni positive possono contribuire a prevenire futuri conflitti. Quando le parti coinvolte riescono a raggiungere un accordo pacifico, si creano le basi per una maggiore cooperazione e comprensione reciproca. Questo può portare a un miglioramento delle relazioni tra le comunità coinvolte e a una riduzione delle tensioni, aumentando così le possibilità di una pace duratura.
In conclusione, la diplomazia, la costruzione e il dialogo sono strumenti potenti per la risoluzione delle controversie. Questi approcci non solo promuovono la giustizia e il rispetto dei diritti umani, ma anche favoriscono la costruzione di relazioni positive tra le comunità e la prevenzione di futuri conflitti.

lunedì 5 giugno 2023

Le periferie Italiane

 Le periferie sono generalmente le zone che si trovano ai margini delle città, spesso caratterizzate da una minore qualità delle infrastrutture, servizi pubblici e opportunità rispetto al centro urbano. Queste aree possono presentare problemi come la mancanza di accesso all'istruzione di qualità, carenza di servizi sanitari, disoccupazione, criminalità e degrado urbano.
Le condizioni nelle periferie possono variare notevolmente da una città all'altra e da un paese all'altro. Alcune periferie possono essere ben sviluppate, con buone infrastrutture e servizi, mentre altre possono soffrire di gravi problemi socioeconomici.
Negli ultimi anni, molte amministrazioni pubbliche e organizzazioni si sono concentrate sul miglioramento delle periferie, attraverso programmi di riqualificazione urbana, investimenti in infrastrutture, creazione di opportunità lavorative e servizi sociali. L'obiettivo è ridurre le disuguaglianze tra il centro e la periferia, migliorare la qualità della vita degli abitanti e promuovere l'inclusione sociale.
Tuttavia, le questioni legate alle periferie sono complesse e richiedono un approccio integrato che coinvolga la pianificazione urbana, lo sviluppo economico, l'istruzione, la sicurezza e la partecipazione comunitaria.

giovedì 20 aprile 2023

No allo 'Spacca Italia'

 "Occorre dire no allo 'Spacca Italia'la proposta di cosiddetta autonomia differenziata distrugge il principio di unità del Paese, attenta al principio di solidarietà tra le zone più ricche e più povere, aree urbane e campagne, aree interne e industrializzate, tra Nord e Sud del Paese".


Invito tutti i cittadini a recarsi entro il 25 aprile presso l'Ufficio anagrafe del Comune di Forio per firmare contro l'introduzione dell'Autonomia Differenziata, una legge che, se approvata, spaccherà letteralmente in due l'Italia creando grosse diseguaglianze tra un Nord sempre più ricco e un Sud sempre più povero. Tutti sono invitati ad andare ad apporre la propria firma .

Certi della vostra adesione Grazie
Giovanni Iacono 






lunedì 27 aprile 2020

PERCHÈ NON RIPENSARE ALL'USO DEL SATELLITARE?

Penso che l'Italia possa e riesca a fare a meno di tante impalcature ormai obsolete legate al sistema delle telecomunicazioni. Basta guardarsi attorno per scoprire che siamo pieni di fili di rame, cabine, trasmettitori. Non solo essi sono ormai frutto del passato ma possiamo dire che per la maggior parte risultano anche dannosi. Ogni tot di anni ci viene chiesto di cambiare televisore, decoder, telefoni e smartphone. Gli interessi che ci sono dietro queste inutili impalcature sono enormi e si fa sempre più strada un'altra tecnologia di cui nessuno soprattutto ora sente l'esigenza ma che servirà ancora una volta a far decollare interessi milionari: il 5G. Eppure basterebbe sfruttare una tecnologia ben meno invasiva e molto più soddisfacente come quella satellitare sia per le tv che per le linee telefoniche ed internet (cosa ai più poco nota ma già pienamente esistente): in tal modo tanti sarebbero i vantaggi per noi e pochi se non nulli i danni per quanti usufruirebbero di tali servizi. Perchè non pensarci seriamente?

Giovanni Iacono

sabato 18 aprile 2020

𝐑𝐈𝐏𝐀𝐑𝐓𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐃𝐀 𝐍𝐎𝐈!

“𝑁𝑜𝑛 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑝𝑢𝑜 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑣𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑃𝑎𝑒𝑠𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑣𝑜𝑖, 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑡𝑒 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑣𝑜𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑣𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑃𝑎𝑒𝑠𝑒” 
 Ho seguito con attenzione oggi il discorso del Presidente De Luca. Soprattutto la parte dell'intervento in cui De Luca ha dichiarato il Mes come unica ancora di salvezza in questa difficile crisi. Un Mes a suo dire con pochissimi interessi e una restituzione molto lunga nel tempo. Peccato che non sia questa la realtà. Ma ancor più sono rimasto alquanto perplesso su un argomento che sto cercando di trattare da giorni e giorni: l'istituzione dei titoli di stato italiani, la circolazione della ricchezza nel nostro Stato senza dover elemosinare per forza qualcosa dagli stati europei che tendono a stringere ancora di più il cappio che ci stringe il collo soprattutto in questa determinata fase storica. Come già ribadivo oggi l'Italia ha al proprio interno enormi ricchezze in tutti i settori, dall'arte alla moda, ai beni culturali, dal turismo alle industrie, dalle università alla medicina. Voglio ancora sostenere con forza un'idea che puo sembrare utopica sulle prime ma che ritengo sia l'unica percorribile: no al ricorso allo strozzinaggio degli stati europei, si alla circolazione della ricchezza interna anche con emissione di titoli di stato e di una criptomoneta parallela a quella tuttora vigente in europa. «La società italiana deve scegliere – scriveva il futuro presidente Carlo Azeglio Ciampi - : ristabilire il dominio della ragione nel processo di riequilibrio dell’economia facendosi artefici del proprio risanamento, o continuare a subire i costi crescenti di un aggiustamento operato nei fatti attraverso redistribuzioni inique di ricchezze e sprechi di risorse. Non si danno vie intermedie. Occorrono atti di volontà». Questa la polaroid scattata il 31 maggio 1983, sulla situazione italiana. Non poteva essere più attuale!

 𝑮𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒏𝒊 𝑰𝒂𝒄𝒐𝒏𝒐

𝐑𝐈𝐏𝐀𝐑𝐓𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐃𝐀 𝐍𝐎𝐈!

“𝑁𝑜𝑛 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑝𝑢ò 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑣𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑃𝑎𝑒𝑠𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑣𝑜𝑖, 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑡𝑒 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑣𝑜𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑣𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑃𝑎𝑒𝑠𝑒”

venerdì 10 aprile 2020

Nel 1941, quando il conflitto mondiale sembra ancora destinato ad essere vinto dalle forze dell’Asse, tre illuminate menti del panorama intellettuale italiano stendono quello che verrà ricordato come il Manifesto di Ventotene. La gestazione di quest’opera, da parte di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, al confino sull’isola di Ventotene durò all’incirca sei mesi. Il Manifesto di Ventotene, steso nel 1941 da Spinelli e Rossi insieme con Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann, è un fondamentale documento che traccia le linee guida di quella che sarà la carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. I tre intellettuali previdero la caduta dei poteri totalitari e auspicarono che, dopo le esperienze traumatiche della prima metà del Novecento, i popoli sarebbero riusciti a sfuggire alle subdole manovre delle élites conservatrici. Per contrastare queste forze si sarebbe dovuta fondare una forza sovranazionale europea, in cui le ricchezze avrebbero dovuto essere redistribuite e il governo si sarebbe deciso sulla base di elezioni a suffragio universale. L’ordinamento di questa forza avrebbe dovuto basarsi su una “terza via” economico-politica, che avrebbe evitato gli errori di capitalismo e comunismo, e che avrebbe permesso all’ordinamento democratico e all’autodeterminazione dei popoli di assumere un valore concreto. Ebbene oggi, nel 2020, a ben 79 anni da quel documento sembra proprio che l'Europa sia lontana anni luce dalle ispirate linee guida tracciate da Spinelli e Rossi. L'Europa non è più il luogo dove le ricchezze sono ugualmente distribuite e dove ci si sostiene l'un l'altro ma spazio di potere per pochi a discapito di molti. L'Italia anche e soprattutto economicamente vive e si appresta a vivere una delle sue fasi più drammatiche mentre coloro che in Europa detengono il potere come Germania e Francia sembrano essere sordi al nostro grido di aiuto e non fanno altro che stringere ulteriormente la corda che già è legata attorno al nostro collo. L'Italia non può più sottostare a tali ricatti e a tali opere di strozzinaggio politico. Non sono uno dei favorevoli all'uscita dell'Italia dall'Euro (la lira a questo punto non avrebbe alcun potere d'acquisto e l'America, spettatrice interessata di questa vicenda non vede l'ora che l'euro possa crollare per imporsi ancora di più con il dollaro che è una moneta molto forte) ma i nostri governanti devono imporre una chiara visione di quelli che sono i nostri diritti e farli valere. Saranno altri a doversene a quel punto andar via e non noi. La soluzione dal mio punto di vista è quella di un azzeramento del debito da parte di tutti gli stati membri per poi ripartire da zero: deve essere calcolato e sommato il debito dei singoli stati e diviso tra gli stati membri in parti uguali. Ogni stato a quel punto si dovrà preoccupare di azzerare la propria quota e in tal modo tutti potranno ripartire da zero. Ora l'Europa vive una sicura fase di diseguaglianza: l'esatto opposto della motivazione per la quale essa è nata. L'Italia ha il dovere di non lasciarsi imporre nessun altro giogo sulle spalle: ne va del nostro futuro e di quello delle future generazioni. GIOVANNI IACONO

Penso che non sia il caso di sottometterci all' elemosina di nazioni senza storia.

L'ITALIA HA LA FORZA DI RISOLLEVARSI DA SOLA, SENZA ELEMOSINARE NULLA Il deposito dei risparmi degli italiani è di 4000 miliardi: se adesso ad esempio ne servono 2000 due potrebbero essere le idee possibili e plausibili: chiederli agli italiani pagando gli interessi e lasciando la ricchezza all'interno dell'indotto nazionale, oppure si può procedere chiedendo i 20 miliardi alle banche vaticane e restituire tutto con i dovuti interessi, sempre senza uscire dall' indotto italiano, visto che siamo la nazione più ricca al mondo. Penso che non sia il caso di sottometterci all' elemosina di nazioni senza storia. Altra idea forse al momento ancora "utopica" ma per nulla irreale è quella della criptomoneta, la creazione cioè di una moneta interna da affiancare a quella ufficiale per evitare la dispersione della ricchezza che in tal modo può restare nei confini nazionali. Ad esempio il progetto ITL “Italian Lira” nel panorama delle monete digitali, tramite l’utilizzo della Blockchain di Ethereum è un idea italoamericana che raccoglie ideatori da Paesi differenti e che ha l’obiettivo di creare un sistema di pagamento indipendente dai governi: una nuova lira virtuale e svincolata dai confini nazionali.La criptovaluta dal sapore nostalgico può essere utilizzata per qualsiasi transazione ed è anche indipendente dall’inflazione e dai suoi cambiamenti, perché l’emissione dei token sul mercato è prevista fino ad un massimo di 100 miliardi di unità, entro il 2032.

lunedì 26 agosto 2019


Una mia idea sull' ideologia politica del M5S.

Questo movimento è nato per distaccarsi dalla vecchia politica, ma anche per dare un' idea di innovazione e progresso della nazione. 

Il PD e tutte le forze politiche italiane sono legati a culture e sistemi trapassati ormai .

Oggi l'Italia  necessita di risposte immediate e di rinnovarsi per mettersi al passo con altre realtà, cosa che, come io spero, solo il movimento può fare visto che esso è sostenuto e fatto dal 70%di giovani; per questo spero che esso che possa dare la giusta marcia che l'Italia chiede. 

Oggi in Italia si deve parlare di come dobbiamo abolire 12 centrali a carbone e di come alimentare a livello energetico questa nazione,  si deve parlare di come abolire l'inquinamento dai carburanti, dalle fabbriche e di come abolire l'inquinamento del mal riciclaggio dei rifiuti ,di come abolire le trivellazioni,e di come abolire l'inquinamento degli oceani ,di come abolire la deforestazione, di come abolire l'uso in eccesso  della chimica,di come abolire il cattivo imballaggio  dei prodotti delle multinazionali ,che hanno reso le nostre città parcheggi di rifiuti mal confezionati,con la complicità di governi che per fare occupazione a basso costo e sottopagando ,hanno svenduto l'italia .

Ma sono convinto, vista la mia passione per lo studio, e dato che seguo tutte le università e tutti i siti di scienziati mondiali che a noi italiani non manca niente, anzi vi posso assicurare che in ogni progetto siamo noi italiani i leader delle idee nonchè produttori. Quello che manca è una politica di governo sana al fine di dare forza ai nostri giovani e alle idee in campo.

Ci sono tanti progetti come il progetto ITER che prevede come con la fusione di idrogeno si possa produrre energia, e  noi italiani siamo il cuore di questo progetto; c'è l'Olanda che lavora ad un progetto di produzione di corrente dai fiori,c'è l'Australia che produce energia con le onde del mare;
 è questa l'idea di Italia che dobbiamo coltivare e sostenere con politiche di governo, al fine di dare nuovi input e metterci a passo con il mondo. 


𝑮𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒏𝒊 𝑰𝒂𝒄𝒐𝒏𝒐

giovedì 15 agosto 2019

                                                𝑰𝒔𝒄𝒉𝒊𝒂 : 𝑶𝒔𝒑𝒆𝒅𝒂𝒍𝒆 𝑨𝒏𝒏𝒂 𝑹𝒊𝒛𝒛𝒐𝒍𝒊. 
𝑺𝒐𝒏𝒐 𝑮𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒏𝒊. 𝑽𝒊 𝒂𝒔𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒍 𝒑𝒓𝒐𝒏𝒕𝒐 𝒔𝒐𝒄𝒄𝒐𝒓𝒔𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒃𝒓𝒂 𝒖𝒏 𝒄𝒂𝒎𝒑𝒐 𝒅𝒂 𝒈𝒖𝒆𝒓𝒓𝒂. 𝑪𝒆𝒏𝒕𝒊𝒏𝒂𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒂𝒎𝒎𝒂𝒔𝒔𝒂𝒕𝒆 𝒊𝒏 𝒇𝒊𝒍𝒂 𝒂𝒅 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆, 𝒔𝒆 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂𝒗𝒗𝒊𝒗𝒐𝒏𝒐, 𝒗𝒆𝒏𝒈𝒂 𝒊𝒍 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒕𝒖𝒓𝒏𝒐, 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒄𝒆𝒏𝒆 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒂𝒑𝒓𝒊𝒄𝒄𝒊𝒂𝒏𝒕𝒊. 𝑰𝒍 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒊𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒔𝒊 𝒔𝒕𝒂 𝒈𝒆𝒔𝒕𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒊𝒐𝒅𝒐, 𝒄𝒐𝒏 𝒊𝒍 𝒔𝒊𝒍𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒊 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒂 𝒆̀ 𝒗𝒆𝒓𝒈𝒐𝒈𝒏𝒐𝒔𝒐. 𝑵𝒆𝒔𝒔𝒖𝒏𝒐 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒔𝒄𝒆𝒎𝒑𝒊𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒕𝒂 𝒂𝒗𝒗𝒆𝒏𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒐𝒓𝒆,𝒄𝒐𝒏 𝒍'𝒊𝒏𝒅𝒊𝒇𝒇𝒆𝒓𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒊𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊. 𝑷𝒓𝒆𝒈𝒂𝒕𝒆 𝑫𝒊𝒐 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒐 ,𝒂𝒍𝒕𝒓𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒗𝒊 𝒓𝒆𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆𝒕𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒐. 𝑵𝒐𝒏 𝒗𝒆𝒅𝒐 𝒏𝒆𝒔𝒔𝒖𝒏𝒂 𝒕𝒆𝒔𝒕𝒂𝒕𝒂 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒓𝒊𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒄𝒄𝒂𝒅𝒆!
𝙍𝙄𝘼𝙋𝙀𝙍𝙏𝙐𝙍𝘼 𝙋𝘼𝙇𝙀𝙎𝙏𝙍𝘼 𝙎𝘾𝙐𝙊𝙇𝙀 𝙈𝙀𝘿𝙄𝙀 𝘿𝙄 𝙋𝘼𝙉𝙕𝘼.
 𝙄𝙣 𝙖𝙡𝙡𝙚𝙜𝙖𝙩𝙤 𝙪𝙣𝙖 𝙢𝙞𝙖 𝙨𝙚𝙜𝙣𝙖𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙖 𝙖𝙡 𝘾𝙤𝙢𝙪𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙁𝙤𝙧𝙞𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙞𝙣𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙧𝙚 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙞 𝙧𝙞𝙘𝙝𝙞𝙚𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙚𝙥𝙞𝙧𝙚  𝙛𝙤𝙣𝙙𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙚 𝙨𝙩𝙧𝙪𝙩𝙩𝙪𝙧𝙚 𝙨𝙥𝙤𝙧𝙩𝙞𝙫𝙚 𝙣𝙚𝙡 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙤 𝙥𝙖𝙚𝙨𝙚; 𝘼𝙙 𝙚𝙨𝙚𝙢𝙥𝙞𝙤 𝙡𝙖 𝙋𝙖𝙡𝙚𝙨𝙩𝙧𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙎𝙘𝙪𝙤𝙡𝙚 𝙈𝙚𝙙𝙞𝙚 "𝘿'𝘼𝙗𝙪𝙣𝙙𝙤" 𝙘𝙝𝙚 𝙙𝙖 𝙥𝙤𝙘𝙤 𝙚̀ 𝙨𝙩𝙖𝙩𝙖 𝙧𝙚𝙜𝙤𝙡𝙖𝙧𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙧𝙞𝙖𝙥𝙚𝙧𝙩𝙖. 𝙄𝙡 𝙢𝙞𝙤 𝙞𝙢𝙥𝙚𝙜𝙣𝙤 𝙣𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙚̀ 𝙨𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙚 𝙨𝙖𝙧𝙖̀ 𝙨𝙚𝙢𝙥𝙧𝙚 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙙𝙞 𝙫𝙖𝙡𝙤𝙧𝙞𝙯𝙯𝙖𝙧𝙚 𝙩𝙖𝙡𝙞 𝙨𝙩𝙧𝙪𝙩𝙩𝙪𝙧𝙚, 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙞 𝙫𝙞𝙩𝙖𝙡𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙫𝙞𝙩𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙞 𝙧𝙖𝙜𝙖𝙯𝙯𝙞 𝙚 𝙜𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙞. 𝙎𝙚𝙜𝙣𝙖𝙡𝙖𝙧𝙚 𝙩𝙖𝙡𝙞 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙞 𝙖𝙘𝙦𝙪𝙞𝙨𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙛𝙤𝙣𝙙𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙢𝙚 𝙝𝙖 𝙪𝙣𝙖 𝙛𝙤𝙧𝙩𝙞𝙨𝙨𝙞𝙢𝙖 𝙫𝙖𝙡𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙨𝙤𝙘𝙞𝙖𝙡𝙚 𝙞𝙣 𝙦𝙪𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙡𝙚 𝙥𝙖𝙡𝙚𝙨𝙩𝙧𝙚 𝙚 𝙨𝙩𝙧𝙪𝙩𝙩𝙪𝙧𝙚 𝙨𝙥𝙤𝙧𝙩𝙞𝙫𝙚 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙡𝙪𝙤𝙜𝙝𝙞 𝙙𝙞 𝙘𝙧𝙚𝙨𝙘𝙞𝙩𝙖 𝙚 𝙙𝙞 𝙨𝙫𝙞𝙡𝙪𝙥𝙥𝙤 𝙥𝙨𝙞𝙘𝙤 𝙢𝙤𝙩𝙤𝙧𝙞𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙫𝙞𝙩𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙞 𝙧𝙖𝙜𝙖𝙯𝙯𝙞.
𝑮𝑰𝑶𝑽𝑨𝑵𝑵𝑰 𝑰𝑨𝑪𝑶𝑵𝑶
#𝙄𝙨𝙘𝙝𝙞𝙖 𝙎𝙩𝙤𝙥 𝘼𝙪𝙩𝙤!
𝙄𝙣 𝙪𝙣’𝙞𝙨𝙤𝙡𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙫𝙞𝙫𝙚 𝙙𝙞 𝙩𝙪𝙧𝙞𝙨𝙢𝙤 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙘𝙖𝙥𝙖𝙘𝙞 𝙙𝙞 𝙖𝙨𝙘𝙤𝙡𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙚 𝙚𝙨𝙞𝙜𝙚𝙣𝙯𝙚 𝙙𝙚𝙞 𝙩𝙪𝙧𝙞𝙨𝙩𝙞. 𝙐𝙣 𝙨𝙤𝙣𝙙𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙘𝙞 𝙙𝙞𝙘𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙡’80% 𝙙𝙚𝙞 𝙩𝙪𝙧𝙞𝙨𝙩𝙞 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙣𝙞𝙚𝙧𝙞 𝙣𝙤𝙣 𝙘𝙞 𝙨𝙘𝙚𝙜𝙡𝙞𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙝𝙚́ 𝙧𝙞𝙩𝙞𝙚𝙣𝙚 𝙡𝙖 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖 𝙞𝙨𝙤𝙡𝙖 𝙘𝙖𝙤𝙩𝙞𝙘𝙖. 𝙀𝙙 𝙞𝙡 50% 𝙙𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙣𝙞𝙚𝙧𝙞 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙫𝙚𝙣𝙪𝙩𝙞 𝙞𝙣 𝙫𝙖𝙘𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙖𝙙 𝙄𝙨𝙘𝙝𝙞𝙖 𝙣𝙤𝙣 𝙩𝙤𝙧𝙣𝙖𝙣𝙤 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙝𝙚́ 𝙡’𝙞𝙨𝙤𝙡𝙖 𝙚̀ 𝙘𝙖𝙤𝙩𝙞𝙘𝙖. 𝙎𝙖𝙧𝙖̀ 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙨𝙗𝙖𝙧𝙘𝙖𝙩𝙚 𝙩𝙧𝙤𝙥𝙥𝙚 𝙖𝙪𝙩𝙤:𝙡'𝙞𝙨𝙤𝙡𝙖 𝙚̀ 𝙩𝙚𝙧𝙧𝙖 𝙢𝙞𝙣𝙖𝙩𝙖.𝙉𝙤𝙣 𝙘'𝙚̀ 𝙨𝙥𝙖𝙯𝙞𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙞 𝙥𝙚𝙙𝙤𝙣𝙞, 𝙨𝙚𝙧𝙫𝙞𝙯𝙞 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙞 𝙞𝙢𝙗𝙤𝙩𝙩𝙞𝙜𝙡𝙞𝙖𝙩𝙞 𝙣𝙚𝙡 𝙩𝙧𝙖𝙛𝙛𝙞𝙘𝙤 𝙪𝙣 𝙩𝙤𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙘𝙖𝙤𝙨 𝙘𝙤𝙣 𝙞𝙣𝙘𝙞𝙙𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙖𝙡𝙞𝙚𝙧𝙞.
𝙏𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙝𝙖 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙚𝙜𝙪𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙪𝙣 𝙫𝙚𝙧𝙤 𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙤 "𝙗𝙤𝙡𝙡𝙚𝙩𝙩𝙞𝙣𝙤 𝙙𝙖 𝙜𝙪𝙚𝙧𝙧𝙖" 𝙘𝙝𝙚 𝙤𝙜𝙣𝙞 𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙤 𝙨𝙞 𝙧𝙞𝙥𝙧𝙚𝙨𝙚𝙣𝙩𝙖 𝙙𝙖𝙫𝙖𝙣𝙩𝙞 𝙖𝙞 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙞 𝙤𝙘𝙘𝙝𝙞 𝙚 𝙖𝙜𝙡𝙞 𝙤𝙘𝙘𝙝𝙞 𝙙𝙚𝙡 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙢𝙚𝙙𝙞𝙘𝙤 𝙚 𝙥𝙖𝙧𝙖𝙢𝙚𝙙𝙞𝙘𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙊𝙨𝙥𝙚𝙙𝙖𝙡𝙚 𝙍𝙞𝙯𝙯𝙤𝙡𝙞 𝙙𝙞 𝙇𝙖𝙘𝙘𝙤.
𝙎𝙖𝙧𝙚𝙗𝙗𝙚 𝙤𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙪𝙣𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙞 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙞 𝙎𝙞𝙣𝙙𝙖𝙘𝙞 𝙥𝙧𝙚𝙣𝙙𝙖𝙣𝙤 𝙞𝙣 𝙨𝙚𝙧𝙞𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙞𝙙𝙚𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙡'𝙞𝙥𝙤𝙩𝙚𝙨𝙞 𝙙𝙞 𝙪𝙣𝙤 𝙨𝙩𝙤𝙥 𝙖𝙪𝙩𝙤 𝙖𝙡𝙢𝙚𝙣𝙤 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙥𝙪𝙣𝙩𝙖 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙨𝙚𝙩𝙩𝙞𝙢𝙖𝙣𝙖 𝙙𝙞 𝙛𝙚𝙧𝙧𝙖𝙜𝙤𝙨𝙩𝙤, 𝙥𝙚𝙧 𝙧𝙞𝙙𝙖𝙧𝙚 𝙩𝙧𝙚𝙜𝙪𝙖 𝙖𝙡𝙡𝙚 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙚 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙙𝙚, 𝙫𝙚𝙧𝙤 𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙤 𝙘𝙖𝙢𝙥𝙤 𝙢𝙞𝙣𝙖𝙩𝙤 𝙞𝙣 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙞 𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙞.
𝙂𝙞𝙤𝙫𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙄𝙖𝙘𝙤𝙣𝙤

venerdì 1 giugno 2018

Biografia di Giovanni Iacono

Sono un ragazzo cresciuto in una famiglia che mi ha inculcato sani princìpi di vita.
Da piccolo ero un grande amante del fare. Ho lavorato quasi esclusivamente nel
settore alberghiero e sono appassionato di tecnica ed innovazione. Ho sempre amato
lo sport e le competizioni sportive in genere.
Ho svolto il servizio militare nel “Battaglione San Marco” con lo svolgimento
all’estero di una delicata missione di pace.
Amo il mio paese e cerco di vivere giorno per giorno tra la gente: da sempre sono
stato appassionato del sociale.
Mi sono avvicinato all’attivismo politico nel 2008 creando il primo meetup Isola
d’Ischia insieme ad Andrea D’Ambra. Ho avuto il piacere di essere Vice Presidente
dell’Ascom (Associazione Commercianti) , nonché socio fondatore e Vice Presidente
eletto della Pro Loco Panza.
Nel 2013 mi sono candidato alle elezioni comunali di Forio con la lista civica Gente
Comune. Quest’anno sono candidato con la lista Forio Attiva alle prossime elezioni
comunali del 10 giugno con Francesco Del Deo Sindaco.
Concepisco realmente la politica come servizio e non come occasione di carriera o di
guadagno. Papa Paolo VI un giorno disse che “la politica è la forma più alta di
carità”; l’impegno politico dovrebbe essere realmente visto in questa ottica di
donazione alla propria gente e questo ho cercato e cerco di farlo anche senza avere
alcuna carica amministrativa, raccogliendo le istanze della mia gente e
trasmettendole a chi di competenza, riuscendo non solo a protocollare diverse
richieste ma cercando soprattutto di vederle realizzate.
Mi avvicino a queste elezioni con la serenità di chi sa di aver già cercato sempre il
bene del proprio popolo: mi auguro di poterlo continuare a fare stavolta dall’interno,
con la speranza di poter entrare a far parte del civico consesso.
Ringrazio sin d’ora quanti vorranno onorarmi della propria fiducia!
Giovanni Iacono

martedì 16 gennaio 2018


Come Aiutare a Salvare l'Ambiente
https://m.wikihow.it/Aiutare-a-Salvare-l%27Ambiente
Forio D'Ischia,Mobilità In-Sostenibile. Più zone pedonali e più pulizia. Nelle grandi città italiane l’auto privata batte il trasporto pubblico, sempre più indietro e poco efficiente Tra tagli, ritardi, mezzi pubblici vecchi e lenti, guasti e disservizi, l’offerta del servizio pubblico è ferma al palo e intanto a farne le spese sono l’ambiente e i cittadini di ischia maglia nera, continuando così ci vorranno 80 anni per recuperare il gap di linee dalle altre città europee, mentre continuano i tagli al servizio pubblico il diritto alla mobilità è una questione nazionale che riguarda milioni di cittadini Urgente spostare le politiche nazionali verso i comuni e gli investimenti infrastrutturali per nuovi, bus replicando anche quelle buone pratiche attive sul territorio”. Politiche da adottare, perché il diritto alla mobilità è una questione nazionale che riguarda milioni di cittadini oltre che essere un tema ambientale, di dignità e di diritto allo spostamento. Per questo ha analizzato le criticità e le ragioni della crisi che sta vivendo il trasporto pubblico e lanciato oggi una serie di proposte che mettono al centro la domanda di mobilità del trasporto pubblico e privato, su ferro e su gomma, ciclabile e pedonale, ma anche le frontiere dello sharing e della micromobilità elettrica per avere città più competitive, sostenibili, moderne e soprattutto al passo delle città europee. «I comuni sanno che va incentivato il trasporto pubblico locale e la mobilità ciclopedonale, ma non hanno risorse, perché sono state tagliate. Non possono aumentare le tasse e vista la crisi c' è una maggiore domanda di spesa sociale, non sanno proprio dove recuperare gli investimenti per la mobilità sostenibile.sarebbe opportuni un tavolo di confronto per parlare di mobilità proprio in un momento in cui l' emergenza smog è maggiore ». «Sì, ma non possiamo chiedere agli utenti di attendere un bus per 50 minuti e non serve avere autobus nuovi se poi coprono tratti ridotti. È incredibile che la somma di tutte le linee metropolitane d' Italia sia inferiore a quella di singole capitali europee, come Madrid, per esempio. Spetta alle regioni fare i piani per la qualità dell' aria e finanziarli, così come contribuire a creare reti per la mobilità sostenibile in prossimità dei capoluoghi».«Sono indispensabili le restrizioni al traffico attraverso aree pedonali, le zone a traffico limitato e i sistemi di tariffazione della sosta in modo che in centro non si vada più con l' auto privata. Però insieme vanno migliorati trasporto pubblico e infrastrutture per la mobilità ciclistica ».
Giovanni Iacono  .

Forio D'Ischia,Mobilità In-Sostenibile.